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Abbiamo fatto tante gite nella nostra vita, partendo con l’idea di divertirci e vedere qualcosa di nuovo, o semplicemente un lato nascosto e migliore che forse non cogliamo nella nostra città di provenienza.

Anche quest’anno è stato così, ma a differenza di altri viaggi, ci siamo accorti di due cose: la prima e la peggiore è che la gente non ci pensa due volte a voltare la testa dalla altra parte, davanti agli atti di pura disumanità che gli si consumano intorno, e che spesso e volentieri sono a conoscenza di tutti.

Mentre la seconda, più introspettiva che oggettiva, è che il bagaglio di ritorno sarebbe stato diverso, molto più ricco di maturità e consapevolezza generale, che ci ha portato alla conclusione che questo è un viaggio che deve essere intrapreso almeno una volta nella vita, e finalmente anche noi, possiamo dire di aver fatto.

 

Ragazzi dell’Istituto Motti

Voltare la testa
Domande, risposte e tanti dubbi ascoltando il racconto di cos’era Auschwitz