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Quindici pietre posate come ricordo di quindici vittime reggiane del nazismo. Fra sabato 14 e domenica 15 gennaio sono state posate altre 15 pietre d’inciampo a Reggio Emilia, Castelnovo Monti, Cadelbosco Sopra e Guastalla, i piccoli monumenti diffusi in tutta Europa per ricordare le vittime del nazismo nell’ultimo luogo dove hanno vissuto libere.

Le prime 20 pietre reggiane sono state installate nel 2015 e 2016 grazie a Istoreco, in memoria di ebrei deportati a Auschwitz e di persone catturate e mandate in Germania come schiavi. Nel 2017 si prosegue con altre 15 vicende da ricordare di prigionieri civili e militari morti in Germania. Le loro biografie sono state ricostruite da Istoreco con gli studenti del Viaggio, scegliendo fra classi delle zone di origine delle varie persone. Parenti e amici delle vittime hanno contribuito al lavoro e spesso hanno presenziato alle pose.

Sabato 14 gennaio sono state messe a terre quattro pietre a Reggio. A Fogliano, in via William Bertoni, per ricordare la persona che dà il nome alla via, proprio William Bertoni. In viale Risorgimento 7 per Mario Sguazzini. In via Antonio Piccinini, in Gardenia, per Ettore Guidetti, prima di chiudere in via del Portone 8, una delle laterali di corso Garibaldi, per la pietra di Giovanni Ganassi, storico esponente comunista reggiano, marito di Dorina Storchi. A questa posa ha preso parte anche il sindaco Luca Vecchi, che pochi minuti dopo ha inaugurato “I soldati che dissero No. Storie di deportazione a Reggio Emilia dopo l’8 settembre 1943”.

Domenica 15 gennaio è ripresa la posa. Al mattino, sotto la neve, nel territorio di Castelnovo Monti. A Gombio quella di Roberto Carlini, al Fariolo con Dino Peretti e nel capoluogo, vicino al grattacielo, con Pierino Ruffini, Renato e Anselmo Guidi. Queste cinque persone vennero catturate dai nazisti e mandate in campi di lavoro in Germania, fra cui quello ormai noto di Kahla, dove passarono centinaia di montanari. E ieri alla cerimonia hanno partecipato anche l’attuale sindaco di Kahla, Claudia Nissen – Roth, accompagnata dal consigliere comunale Arnim Bachmann e da Markus Gleichmann dell’associazione Walpersberg. Presenti anche il sindaco castelnovese Enrico Bini, il consigliere regionale Yuri Torri e il presidente di Anpi Castelnovo Monti Wassili Orlandi.

Nel pomeriggio la marcia ha raggiunto la Bassa. La prima sosta è arrivata a Cadelbosco Sopra per Allenin Barbieri in via Monsignor Saccani (ex Via Roma 13). Da lì l’ultimo trasferimento, a Guastalla, per gli omaggi a Ivo Carra in via Cavallo 9, a Gino Benatti in via Portamurata 46, ad Alfredo e Athos Nosari in via Staffola 37 e a Fermino Toniato in Piazza Mazzini.